venerdì 14 ottobre 2011

Torino: i comunisti all'attacco di Bankitalia

Cara BCE c’è posta per te.

La Federazione della Sinistra consegnerà ai rappresentanti della sede torinese della Banca d’Italia – via dell’Arsenale 8, alle ore 11,30 – una “letterona” indirizzata all’attuale e prossimo presidente della Banca d’Italia – Jean Claude Trichet e Mario Draghi -, nel quale si rispediscono al mittente le richieste, inaccettabili, formulate nella loro missiva al governo italiano dell’agosto scorso e si formulano proposte alternative.

Iniziative analoghe si sono tenute e si stanno tenendo in tutta Italia. La lettera, simbolicamente in un grande formato, sarà accompagnata anche da materiali in tema che la Federazione della Sinistra porterà sotto la sede torinese come opera di sensibilizzazione in tema.

Un appuntamento, quello di domani, in vista della grande manifestazione del 15 ottobre – in una giornata che vedrà mobilitazioni analoghe a livello europeo ed extra europeo - degli "indignatos", coloro che chi si indignano proprio per le politiche messe in atto dai governi, su suggerimento della BCE, nei confronti della crisi in atto.
Fonte: FdS Torino



"Ribellarsi al debito", con questo slogan gli studenti dei collettivi universitari di Torino hanno dato vita nella notte a una serie di azioni dimostrative contro Bankitalia, San Paolo ed Equitalia.
«Manderemo in crisi la vostra austerity» dicono i ragazzi che hanno tappezzato le sedi di banche, agenzie di debito e anche della Regione Piemonte con striscioni contro la crisi. «Questa crisi è un fatto politico, una colpa tangibile con dei responsabili reali, che vanno individuati e affrontati», spiegano gli attivisti, che proprio nei bersagli colpiti individuano i veri artefici di questa situazione.
Gli universitari, infatti, denunciano i rischi della politica di austerity voluta dagli stati occidentali: «Un meccanismo di spremitura sociale, che in breve dovrebbe far saltare fuori i soldi scomparsi, direttamente dalle tasche di dipendenti pubblici, precari e studenti». E ancora bocciano «la ricetta siglata Trichet e Draghi» che prevede solo «più tasse, meno servizi, più privatizzazioni. Ecco la ghigliottina della scomparsa del welfare abbattersi sull'Italia debole, quella che versa i contributi, paga le multe, e permette al teatrino di Montecitorio di continuare nelle sue farse».
Con le azioni della scorsa notte, inoltre, i ragazzi dei collettivi universitari rilanciano l'appuntamento per la giornata di sabato 15 ottobre, quando «dall'Europa al nord Africa, dall'America Latina agli Stati Uniti giungerà l'unica soluzione alla crisi possibile. Un NO netto, definito, sarà la vera risposta globale alla prescrizione di austerity dei medici finanziari».
di Giulia Zanotti

Fonte: Nuova Società

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