domenica 16 ottobre 2011

Rifondazione Comunista 2011. Una critica del documento 1 di Costanzo Preve

di Costanzo Preve

1. Quelle che seguono sono alcune note non sistematiche di commento al documento congressuale del prossimo congresso 2011 di Rifondazione Comunista. Sebbene abbia letto tre diversi documenti, commenterò solo quello maggioritario, che mi dicono alcuni "interni al giro" essere stato scritto dall'ex-cossuttiano Grassi e dall'ex-bertinottiano Ferrero. Se è così, si tratta di un miracolo della clonazione biologica, perchè ha permesso dopo la loro morte il matrimonio postumo fra Giuseppe Stalin e Rosa Luxemburg.

2. Ci si chiederà a quale titolo faccio questo commento, visto che non sono né un iscritto né un simpatizzante né tantomeno un potenziale votante di Rifondazione. Da almeno quindici anni non faccio neppure più parte dell’estrema sinistra né tantomeno del pittoresco e multicolore "popolo di sinistra". Direi che le ragioni possono essere compendiate in due principali. In primo luogo sono fra l'altro autore di una Storia Critica del Marxismo (Città del Sole, Napoli) che recentemente un autore come Samir Amin ha definito una "superba discussione dei marxismi storici" dopo aver letto la traduzione francese. Questo mi abilita a qualche commento sulla linea politica e culturale di un partito che si definisce pur sempre marxista e comunista. In secondo luogo, non ho bisogno di autodefinirmi, perchè mi definiscono i miei scritti editi ed inediti ed i miei comportamenti privati e pubblici, totalmente trasparenti ( il che non si può dire di tutti). Ma se proprio mi devo definire, mi definirei un comunista indipendente, o ancor meglio un allievo critico indipendente di Hegel e di Marx. Ho scritto di Hegel e di Marx, e non del solo Marx, perchè a mio avviso il pensiero di Marx è un episodio terminale e coerentizzato del grande idealismo classico tedesco, che si è mascherato da materialismo scientifico, troppo spesso di fatto un positivismo di estrema sinistra per classi subalterne ed intellettuali marginali e confusionari. Da circa cinquanta anni ho fondato un partito comunista nella mia coscienza di cui sono sempre rimasto l'unico iscritto, e di cui non ho mai cercato aderenti, o seguaci. Un tempo questo atteggiamento critico ed indipendente, il solo adatto ad un allievo critico di Marx, era diffamato e colpevolizzato come "individualismo piccolo-borghese", cui contrapporre un proletariato inesistente caratterizzato dall’obbedienza gregaria fatta passare per "vero spirito proletario". Ma oggi la piccola borghesia si è sciolta nella galassia dei ceti medi subalterni e chi colpevolizzava il pensiero critico si è riciclato a berciare dalle tribune elettorali del PD in appoggio ai bombardamenti USA e NATO ed ai provvedimenti finanziari di bilancio FMI e BCE. Sono allora queste le mie credenziali.

3. Il documento ammette (sia pure alla fine, dopo una generica pappa sulla attualità del comunismo e la non riformabilità del sistema capitalistico) che “la rifondazione comunista, a vent’anni dalla nostra nascita, non è stata risolta positivamente". A mio avviso non è stata mai neppure vagamente impostata, perchè non poteva farlo sulla base di una linea politica di truppe ausiliarie e subalterne caramellate del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD. In tutto il documento non sono mai neppure menzionati i nomi dei Gramsci e dei Togliatti di questo partito, e cioè Armando Cossutta e Fausto Bertinotti. Eppure costoro non sono nomi qualunque. Il primo ha simboleggiato la linea di "unità", e cioè di fiancheggiamento amministrativo del PCI-PDS-DS-PD ed il secondo una linea di rottura aperta, (tipo cultura del "Manifesto" Ingrao-Rossanda) con la tradizione di tutto il comunismo storico, e non solo dello stalinismo, che ha infine prodotto il poeta pugliese Vendola, che copre il fiancheggiamento cammellato del PD con una vuota ed insopportabile retorica.

Come è possibile fare un bilancio di vent’anni censurando proprio i vent'anni della propria esistenza?

4. Apro una parentesi da riconosciuto studioso di storia del marxismo e del comunismo. Il documento Grassi-Ferrero segue una gloriosa e secolare schizofrenia di documenti di questo tipo, che fanno coesistere affermazioni innocuamente estremistiche (attualità del comunismo, irriformabilità del capitalismo, eccetera) con conclusioni pratiche opportunistiche (le sole che contino praticamente) per farsi caricare a bordo da Vendola e Bersani e non toccare le ferree incompatibilità necessarie per farsi appunto caricare a bordo. La storia è vecchia di almeno un secolo, ed è proprio contro questa storia che si sono mossi più di un secolo fa sia il "partitista” Lenin sia la "movimentista" Rosa Luxemburg. A partire da Kautsky questi documenti identitari della "predica della domenica" (superamento comunista del capitalismo, dato sempre per moribondo) hanno fatto coesistere una "ortodossia dei fini" (il comunismo, appunto) con una tattica opportunistica della manovra elettorale. Questo da parte di persone che illudevano i loro militanti con la famosa marxiana "unità di teoria e di prassi". La storia dura da più di un secolo, e mi chiedo come si possa rifondare sulla schizofrenia. Bertinotti è già stato un maestro della rifondazione schizofrenica, massimalismo irresponsabile a parole e presidenza della Camera nei fatti.

5. La mano di Grassi si vede soprattutto in alcuni stilemi: per uscire dalla crisi, oppure uscita a sinistra dalla crisi. E' così che dicevano lutti i documenti PCI non ancora PDS-DS-PD. Iniziavano dalla situazione internazionale, poi dalle forze reazionarie italiane, poi "dal sovversivismo delle classi dominanti" (prima fasciste, poi democristiane, poi craxiane, poi berlusconiane, domani chissà), ed infine si usciva dalla crisi con il PCI candidato al governo. Ed io pensavo che le crisi fossero dovute a cicli della accumulazione capitalistica, e non al "malgoverno" di alcuni intercambiabili fantoccioni!

6. La storia d'Italia è riscritta ad uso e consumo del manipolatore politico di turno. Il craxismo è definito in termini di espressione della "controffensiva del capitale", confondendo l'effetto con la causa. La controffensiva del capitale, per usare questo termine improprio, è un fatto mondiale che parte intorno al 1978 in America, ed innesca una nuova fase dell'accumulazione capitalistica. Il cosiddetto "malgoverno" craxiano è dovuto al fatto che il PSI non disponeva di quelle due idrovore succhiatrici che erano l'industria di stato (per la DC) e le cooperative rosse (per il PCI, dopo 1a fine del finanziamento sovietico). Craxi dovette costruirsi una sua idrovora artigianale, attraverso le pittoresche "dazioni" alla Chiesa. Il documento, in modo onirico, afferma che "Berlinguer denuncia coraggiosamente la corruzione dilagante ponendo al paese la questione morale". Qui siamo lontanissimi dalla stessa critica marxiana delle ideologie. Berlinguer non poteva denunciare la questione morale perchè il suo stesso partito c'era dentro fino al collo. Sembra che Greganti e Penati vengano da Marte. La questione morale è stata storicamente una forma ideologica di "riciclaggio simbolico” dalla vecchia via italiana eurocomunista al socialismo, incompatibile con l'accettazione dell'ombrello della NATO, alla nuova "superiorità morale" dei comunisti. Un cambio di etichetta, o di brand per dirla in linguaggio USA-NATO.



7. Ogni tanto il documento ha degli sprazzi di inconsapevole e involontaria lucidità, quando afferma che è stato il PCI ( travestito da PDS, ma solo un ingenuo in male fede non vede il travestimento) a determinare la distruzione del sistema proporzionale che reggeva la rappresentanza nella Prima Repubblica (assai migliore della Seconda). Ma se è così, come si può fare un "fronte democratico" con una forza anti-democratica, che ha sostenuto il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla governance post-democratica?

Misteri della logica che soltanto il desiderio di essere imbarcati da Vendola e Bersasani possono spiegare. Ma il "rientro parlamentare" non può essere fatto passare per "rifondazione comunista", e questo non in nome di Marx, ma del vecchio comune senso del pudore.



8. Il berlusconismo è definito surrealmente come "un vero e proprio inveramento del craxismo". Ora, è vero che la storia non è una scienza esatta come la chimica o la fisica, ma ci sono limiti al delirio storiografico. Il berlusconismo è l'effetto non voluto di Mani Pulite, un colpo di stato giudiziario extraparlamentare che ha sostituito la obbligatorietà dell'azione penale alla rappresentanza “proporzionale”, pur corrotta, della prima repubblica. I giudici di Mani Pulite sono stati gli (involontari) sponsor di Berlusconi, che con il suo denaro ha recuperato l'immenso parco elettorale cui Mani Pulite aveva tolto la rappresentanza (DC e PSI, in primo luogo) . L'unica categoria politica che il documento sembra conoscere è quella del "populismo" . Si tratta proprio della categoria politica usata oggi nel mondo intero dalla classe politica della governance capitalistica. Incredibile che si usino a casaccio categorie politiche coniate per altri scopi. Ma che cosa aspettarsi da gente che aveva abolito la categoria di "imperialismo" e che non fa nessuna autocritica per questa incredibile bestialità del dilettante presenzialista Bertinotti?


9. Un' osservazione solo apparentemente marginale. Al tempo di Stalin per essere comunisti bisognava anche condividere l'ideologia del materialismo dialettico. Ora sembra che per essere comunisti si debba ad ogni costo condividere il femminismo. Ma il femminismo non si identifica affatto con i legittimi interessi collettivi del sesso femminile. I1 femminismo è una ideologia differenzialista di genere di origine universitaria americana, ed è americana come il Rock, il McDonald e Halloween. In quanto ideologia differenzialistica di genere ci sono uomini che la condividono per convinzione o opportunismo politicamente corretto (il sostituto post-moderno del materialismo dialettico) e ci sono donne che si guardano bene dal condividerla.

10. Si parla continuamente di contraddizioni fra il "popolo di sinistra" votante PD e la dirigenza politica del PD. E’ la vecchia solfa del Manifesto e di Lotta Continua, già falsa quando c'era il vecchio PCI. Ma oggi che c'è il nuovo serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD questo è puro delirio. In venti anni il vecchio popolo-PCI si è interamente riconvertito in una amorfa massa giustizialista anti-berlusconiana, che ha scaricato qualsiasi residuo anti-capitalistico, che certo resta ancora per fortuna latente in molta gente, ma non passerà certamente mai più per una "ricostruzione della sinistra" che conosciamo, ma che prenderà altre inedite strade, per il momento non prevedibili. Il PD è del tutto irriformabile, perchè è un partito di governance capitalista (FMI e BCE) ed imperialista (USA e NATO). Non a caso il documento finge che non ci sia un signore chiamato Giorgio Napolitano, che le masse PD applaudono come difensore della costituzione, e che ha addirittura premuto su Berlusconi per la guerra anti-costituzionale in Libia.

11. Già', la Libia. Da gente che ha appoggiato il dilettante Bertinotti che affermava che non esiste più 1'imperialismo non si possono certo aspettare analisi serie sulla Libia e sulla Siria. Bene, io le ho fatte. Discutibili, contestabili, ma le ho fatte. Personalmente, ho appoggiato interamente il governo di Gheddafi in Libia ed ora appoggio interamente il governo di Assad in Siria. Vergogna a chi non riesce neppure a capire che cosa sta capitando in questi paesi.

12. Il documento afferma solennemente che "l'Europa è il terreno sovranazionale indispensabile sul quale realizzare scelte di politica economica finanziaria e sociale alternative alle politiche liberiste". C 'è da trasecolare. In altri contesti il documento afferma il contrario, e cioè che l'Europa è stata proprio la sede principale dell’imposizione del liberismo in tutti i paesi europei. Ma a questo porta la frenesia di farsi prendere a tutti i costi a bordo da Vendola e da Bersani. Non sto sostenendo che sia già all'ordine del giorno l'uscita dall'euro e la ricontrattazione del debito. Ma almeno devono essere politicamente ipotizzate. Qui, invece, per essere presi a bordo da Vendola e Bersani non se ne parla neppure.

13. Il documento dimentica la cauta posizione di Togliatti verso la Chiesa cattolica e dichiara guerra al cattolicesimo italiano organizzato, legando insieme cattolicesimo, omofobia e patriarcato. E' esattamente la linea dei laici di "Repubblica" e della coppia sionista spiritata Bonino-Pannella. Qui di comunista non c'è proprio niente. I comunisti non dividono le masse fra laici e credenti, e non sposano ideologie che dividono il popolo su questioni di coscienza religiosa e filosofica.


14. Alla base di tutto, ovviamente, è la strategia del1'alleanza elettoralistica per cacciare Berlusconi, in un momento in cui Berlusconi sta già per essere cacciato dai gruppi dirigenti delle oligarchie capitalistiche italiane (Marcegaglia, Montezemolo, Draghi, Napolitano, eccetera). Ma per cacciare Berlusconi non c'è nessun bisogno di un corteo urlante di ausiliari cammellati. Bersani ha già la scelta di optare per Casini oppure per Vendola e Di Pietro, e lo farà non certamente perchè l'inesistente popolo PD preme, ma solo sulla base esclusiva della convenienza dei sondaggi elettorali. Far dipendere la rifondazione comunista in Italia dai voleri di Bersani e di Vendola è un fatto talmente vergognoso che lascia addirittura allibiti.

Rifondazione ha molto da farsi perdonare, in primo luogo l'espulsione del deputato Turigliatto per non aver votato i crediti di guerra e l'aver permesso al picconatore Bertinotti di distruggere per anni lo stesso partito in cui era stato chiamato come manager esterno cooptato dai due cinici politicanti Magri e Cossutta. Così com'è, non serve assolutamente a nulla, se non al suo ceto politico professionale. Se invece cambia linea di 180 gradi, magari potrà ancora servire a qualcosa. Ma non lo farà. Conosco troppo bene i miei polli.

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